- Cosa sono le emorroidi?
- Come curare le emorroidi?
- Quale cura scegliere in base al grado delle emorroidi?
- Domande Frequenti
Cosa sono le emorroidi?
Le emorroidi sono strutture vascolari normalmente presenti all'interno del canale anale. Si parla di malattia emorroidaria quando questi cuscinetti vascolari si dilatano, si infiammano o prolassano, causando sintomi come dolore, prurito, sanguinamento e, nei casi più gravi, la fuoriuscita delle emorroidi dall'ano.
Si tratta di una condizione molto frequente. Una recente revisione sistematica e meta-analisi, che ha analizzato i dati di quasi 9 milioni di persone provenienti da 45 Paesi, ha stimato una prevalenza globale della malattia emorroidaria di circa il 26%, confermandola tra le patologie anorettali più diffuse.
Dal punto di vista anatomico, le emorroidi si distinguono in interne ed esterne. Le emorroidi interne si sviluppano all'interno del canale anale e, nelle fasi iniziali, sono generalmente poco dolorose. Le emorroidi esterne, invece, si trovano in prossimità dell'orifizio anale e possono provocare dolore, soprattutto quando si associano a infiammazione o trombosi.

Come curare le emorroidi?
Non esiste una cura valida per tutti i pazienti. Il trattamento delle emorroidi viene scelto dal proctologo sulla base di diversi fattori, tra cui la tipologia delle emorroidi (interne o esterne), il grado della malattia, l'intensità dei sintomi e l'eventuale presenza di complicanze, come trombosi o prolasso.
| Fattore | Come influenza la scelta della cura |
| Tipo di emorroidi | L'approccio può cambiare a seconda di dove sono localizzate le emorroidi |
| Grado della malattia | Le forme di primo e secondo grado vengono generalmente trattate con rimedi conservativi, mentre quelle di terzo e quarto grado possono richiedere procedure ambulatoriali o chirurgiche. |
| Sintomi | Dolore, sanguinamento, prurito, trombosi o prolasso influenzano la scelta del trattamento più appropriato. |
| Condizioni del paziente | Età, stato di salute generale e risposta alle precedenti terapie vengono sempre considerate nella scelta del trattamento. |
Nelle forme iniziali, caratterizzate da sintomi lievi o moderati, è generalmente possibile ricorrere a una terapia conservativa basata su modifiche dello stile di vita, alimentazione, farmaci e altri rimedi mirati. Quando invece la malattia è più avanzata o i trattamenti conservativi non risultano efficaci, il proctologo può valutare procedure ambulatoriali o un intervento chirurgico.
Rimedi per le emorroidi di primo e secondo grado
Le emorroidi di primo grado rappresentano la forma più lieve della malattia emorroidaria: rimangono all'interno del canale anale e non prolassano all'esterno, anche se possono provocare sintomi come sanguinamento, prurito o fastidio. Le emorroidi di secondo grado, invece, prolassano durante l'evacuazione ma rientrano spontaneamente una volta terminato lo sforzo.
Nella maggior parte dei casi, le emorroidi di primo e secondo grado vengono trattate inizialmente con una terapia conservativa, considerata dalle principali linee guida internazionali il trattamento di prima scelta. L'obiettivo non è soltanto alleviare i sintomi, ma anche correggere i fattori che hanno favorito la comparsa della malattia, ridurre il rischio di peggioramento e limitare le recidive.
Il trattamento conservativo si basa principalmente su modifiche dell'alimentazione e dello stile di vita, alle quali possono essere associati farmaci o altri rimedi per alleviare i sintomi. Soltanto quando queste misure non risultano sufficienti o la sintomatologia persiste nel tempo, il proctologo può prendere in considerazione procedure ambulatoriali più specifiche.
Alimentazione e idratazione
Le principali linee guida internazionali concordano nell'indicare l'alimentazione come il primo intervento terapeutico nelle emorroidi di primo e secondo grado. Una dieta ricca di fibre, associata a un'adeguata idratazione, favorisce infatti la formazione di feci più morbide e voluminose, facilitandone il passaggio nel canale anale e riducendo lo sforzo durante la defecazione, uno dei principali fattori coinvolti nello sviluppo e nel peggioramento della malattia emorroidaria.
Le fibre possono essere assunte attraverso alimenti come frutta, verdura, legumi e cereali integrali. Quando l'alimentazione da sola non è sufficiente a raggiungere il fabbisogno giornaliero, il medico può consigliare l'utilizzo di integratori di fibre, sempre accompagnati da un adeguato apporto di liquidi.
Una corretta idratazione è altrettanto importante. Bere acqua durante la giornata contribuisce infatti a mantenere le feci morbide, riducendo il rischio di stipsi e la necessità di esercitare una pressione eccessiva durante l'evacuazione.
Correggere le abitudini quotidiane
Oltre all'alimentazione, anche alcune semplici modifiche delle abitudini quotidiane possono contribuire a ridurre i sintomi delle emorroidi e a limitare il rischio di peggioramento. Le principali linee guida internazionali raccomandano infatti di correggere tutti quei comportamenti che aumentano la pressione sui cuscinetti emorroidari o favoriscono lo sforzo durante l'evacuazione.
In particolare, è consigliabile:
- Evitare di trattenere a lungo lo stimolo ad evacuare, poiché questo può favorire la disidratazione delle feci e renderne più difficoltosa l'espulsione;
- Non esercitare uno sforzo eccessivo durante la defecazione;
- Non trascorrere troppo tempo seduti sul WC. Una permanenza prolungata, aumenta la pressione a livello del canale anale e può contribuire alla comparsa o al peggioramento della malattia emorroidaria;
- Svolgere regolarmente attività fisica, per favorire la motilità intestinale, prevenire la stipsi e ridurre alcuni dei principali fattori di rischio associati alle emorroidi;
- Prendersi cura dell'igiene della regione anale. Dopo l'evacuazione è preferibile detergere delicatamente la zona con acqua tiepida o con detergenti delicati.
Farmaci e pomate
Quando le modifiche dell'alimentazione e delle abitudini quotidiane non sono sufficienti a controllare i sintomi, il proctologo può consigliare una terapia farmacologica. L'obiettivo di questi trattamenti è alleviare il dolore, il prurito, il bruciore e il gonfiore, migliorando la qualità di vita del paziente durante la fase acuta della malattia. I farmaci più utilizzati comprendono:
- Pomate e creme ad applicazione locale;
- Supposte, particolarmente indicate in presenza di emorroidi interne;
- Farmaci flebotonici, che possono contribuire a ridurre edema e sintomi in alcuni pazienti;
- Antidolorifici o antinfiammatori, quando il medico lo ritiene opportuno.
È importante sottolineare che le terapie topiche possono offrire un sollievo temporaneo dei sintomi, ma le prove scientifiche sulla loro efficacia a lungo termine sono limitate. Per questo motivo rappresentano un supporto alla terapia conservativa e non una soluzione definitiva della malattia emorroidaria.
Particolare attenzione deve essere riservata alle pomate contenenti corticosteroidi, che dovrebbero essere utilizzate esclusivamente per brevi periodi e secondo le indicazioni del medico, poiché un uso prolungato può favorire effetti indesiderati a livello della cute e della mucosa anale.
Rimedi domiciliari
Oltre alla terapia conservativa e agli eventuali farmaci prescritti dal medico, alcuni semplici accorgimenti possono contribuire ad alleviare temporaneamente i sintomi delle emorroidi, soprattutto durante le fasi di maggiore infiammazione. È importante ricordare che questi rimedi non eliminano la malattia, ma possono aiutare a ridurre il fastidio in attesa della guarigione o della valutazione specialistica. Tra i rimedi più utilizzati rientrano:
- Semicupi con acqua tiepida, utili per favorire il rilassamento della muscolatura anale e alleviare temporaneamente dolore e fastidio;
- Impacchi freddi, che possono contribuire a ridurre il gonfiore e dare sollievo in presenza di edema o dolore, purché vengano applicati per brevi periodi e senza contatto diretto del ghiaccio con la pelle;
- Biancheria in cotone e abiti non troppo aderenti, che aiutano a limitare l'irritazione della zona anale.
Se, nonostante queste misure, i sintomi persistono, peggiorano o tendono a ripresentarsi frequentemente, è opportuno sottoporsi a una visita proctologica per valutare l'eventuale necessità di trattamenti più specifici.
Come curare le emorroidi di terzo e quarto grado?
Le emorroidi di terzo grado prolassano all'esterno durante l'evacuazione e possono essere riposizionate manualmente, mentre quelle di quarto grado rimangono permanentemente all'esterno e non possono essere ricondotte all'interno del canale anale. In questi casi, i sintomi sono spesso più intensi e possono compromettere significativamente la qualità di vita del paziente.
Sebbene la terapia conservativa possa contribuire ad alleviare temporaneamente alcuni sintomi, il proctologo può proporre:
- Procedure ambulatoriali mini-invasive, come la legatura elastica e la scleroterapia;
- Intervento chirurgico, generalmente riservato ai casi più gravi o alle emorroidi che non hanno risposto ai trattamenti conservativi.
Non esiste la cura migliore in assoluto. La scelta del trattamento deve essere sempre personalizzata e condivisa con il proctologo, valutando attentamente i benefici attesi, il rischio di recidiva, i possibili effetti indesiderati e i tempi di recupero delle diverse procedure.
Trattamenti ambulatoriali
Quando le emorroidi di terzo grado provocano sintomi persistenti e la terapia conservativa non è più sufficiente, il proctologo può proporre uno dei numerosi trattamenti ambulatoriali mini-invasivi. Queste procedure vengono generalmente eseguite senza ricovero e hanno l'obiettivo di ridurre il flusso di sangue ai gavoccioli emorroidari o favorirne la retrazione, alleviando i sintomi senza ricorrere immediatamente alla chirurgia.
La legatura elastica è il trattamento ambulatoriale più utilizzato per le emorroidi interne sintomatiche di secondo grado e per alcuni casi selezionati di terzo grado. La procedura consiste nell'applicazione di un piccolo anello elastico alla base dell'emorroide, interrompendone l'apporto di sangue. Nel giro di alcuni giorni il tessuto trattato va incontro a necrosi, si stacca spontaneamente e viene eliminato durante l'evacuazione.
Un'altra possibilità è rappresentata dalla scleroterapia, che prevede l'iniezione di una sostanza sclerosante all'interno dell'emorroide. Il trattamento provoca una reazione fibrotica che riduce progressivamente l'afflusso di sangue al gavocciolo emorroidario, favorendone il restringimento.
Tra le procedure disponibili rientra anche la fotocoagulazione a infrarossi, nella quale il calore generato da una sonda provoca una cicatrizzazione controllata del tessuto emorroidario e la successiva riduzione del suo apporto sanguigno. Sebbene venga utilizzata principalmente nelle emorroidi di primo e secondo grado, in alcuni casi può rappresentare un'opzione anche per le emorroidi di terzo grado.
Intervento chirurgico
Quando le emorroidi sono particolarmente voluminose, prolassate, recidivanti oppure non rispondono ai trattamenti conservativi e alle procedure ambulatoriali, il proctologo può consigliare un intervento chirurgico. In generale, la chirurgia rappresenta il trattamento più efficace per le emorroidi di terzo e quarto grado, ma è anche quello che richiede una valutazione più attenta del rapporto tra benefici, possibili complicanze e tempi di recupero.
L'emorroidectomia è la tecnica chirurgica tradizionale e consiste nell'asportazione del tessuto emorroidario patologico. È generalmente considerata il trattamento con il minor rischio di recidiva, soprattutto nelle forme più avanzate della malattia, ma può essere associata a un decorso post-operatorio più impegnativo rispetto ad altre procedure.
Un'alternativa è rappresentata dall'emorroidopessi secondo Longo, che non rimuove direttamente le emorroidi ma riposiziona il tessuto prolassato mediante una suturatrice meccanica. Questa tecnica trova indicazione soprattutto nei pazienti con prolasso delle emorroidi interne e può essere associata a un minor dolore post-operatorio rispetto all'emorroidectomia tradizionale.
Tra le tecniche più moderne rientra anche la dearterializzazione emorroidaria transanale (THD o HAL-Doppler). Attraverso una sonda Doppler, il chirurgo individua le arterie che alimentano i gavoccioli emorroidari e le lega, riducendo l'afflusso di sangue. Quando necessario, la procedura può essere associata a una mucopexia, che consente di riposizionare il tessuto prolassato.
Quale cura scegliere in base al grado delle emorroidi?
Il trattamento delle emorroidi varia in base al grado della malattia, all'intensità dei sintomi e alle caratteristiche del paziente. La seguente tabella riassume, in modo schematico, le principali opzioni terapeutiche associate ai diversi gradi della malattia emorroidaria.
| Grado delle emorroidi | Trattamento generalmente consigliato |
| I grado | Terapia conservativa basata su alimentazione ricca di fibre, adeguata idratazione, correzione delle abitudini quotidiane e, se necessario, farmaci per il controllo dei sintomi. |
| II grado | Inizialmente terapia conservativa. Se i sintomi persistono o tendono a ripresentarsi, il proctologo può valutare procedure ambulatoriali mini-invasive, come la legatura elastica o la fotocoagulazione a infrarossi. |
| III grado | Il trattamento viene personalizzato in base all'entità del prolasso e alla risposta alle terapie conservative. Possono essere indicati procedure ambulatoriali o un intervento chirurgico. |
| IV grado | Il trattamento chirurgico rappresenta generalmente l'opzione più efficace. La tecnica più appropriata deve essere scelta in base alle caratteristiche della malattia e del paziente. |
Domande frequenti
Qual è il rimedio più efficace per le emorroidi?
Non esiste un rimedio valido per tutti. Il trattamento più efficace dipende dal grado delle emorroidi, dai sintomi e dalla presenza di eventuali complicanze.
Le emorroidi passano da sole?
Le emorroidi possono migliorare spontaneamente nelle forme lievi, soprattutto correggendo alimentazione e stile di vita. Se i sintomi persistono o peggiorano, è opportuno rivolgersi a un proctologo.
Come far rientrare le emorroidi?
Le emorroidi di secondo grado rientrano spontaneamente dopo l'evacuazione, mentre per quelle di terzo grado potrebbe essere necessaria una delicata riduzione manuale. Se il prolasso è persistente o doloroso, è consigliabile una visita proctologica.
Acqua calda o fredda per le emorroidi?
L'acqua tiepida è generalmente consigliata per alleviare dolore e fastidio. Impacchi freddi possono essere utili per ridurre temporaneamente gonfiore e infiammazione.
Quanto tempo ci vuole per guarire dalle emorroidi?
Dipende dal grado della malattia e dal trattamento adottato. Le forme lievi possono migliorare in pochi giorni o settimane, mentre quelle più avanzate possono richiedere procedure ambulatoriali o un intervento chirurgico.
Le pomate fanno guarire definitivamente le emorroidi?
No. Le pomate possono alleviare temporaneamente sintomi come dolore, prurito e bruciore, ma non eliminano la causa della malattia emorroidaria.
È possibile curare le emorroidi senza intervento?
Sì. Nella maggior parte dei casi le emorroidi di primo e secondo grado possono essere trattate con una terapia conservativa.
Fonti e bibliografia
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- Qureshi W, Hoang S, Frye J, Rao SS. AGA Clinical Practice Update on Diagnosis and Treatment of Hemorrhoids: Expert Review. Clin Gastroenterol Hepatol. 2026 Jul;24(7):1773-1781. doi: 10.1016/j.cgh.2026.04.008. Epub 2026 Apr 29. PMID: 42067175.

