- Chi è e cosa fa il proctologo?
- Quando rivolgersi ad un proctologo?
- Quali patologie cura il proctologo?
- Come si svolge la visita proctologica?
- Domande frequenti
Ultimo aggiornamento 16 marzo 2026
Chi è e cosa fa il proctologo?
Il proctologo è il medico specialista della proctologia o colonproctologia, branca che si occupa dello studio delle patologie che interessano ano, retto e colon.
Il termine proctologo deriva dal greco proktós (ano) e lógos (studio). Pertanto, il proctologo è lo specialista che si occupa delle malattie dell’ultima parte dell’intestino.
In Italia non esiste una specializzazione universitaria specifica in proctologia. Generalmente il proctologo è un medico specialista in chirurgia generale o gastroenterologia che ha approfondito lo studio delle patologie del colon-retto e dell’ano attraverso corsi di perfezionamento o master dedicati.
Il proctologo si occupa, a partire dalla visita proctologica, sia della diagnosi che del trattamento di numerosi disturbi dell’area ano-rettale (emorroidi interne/esterne, ragadi anali, fistole anali etc.).

Quando rivolgersi ad un proctologo?
È consigliabile rivolgersi a un proctologo in presenza di sintomi persistenti che interessano la zona anale o rettale. Tra i segnali più comuni che possono indicare la necessità di una visita proctologica ci sono:
- Dolore o bruciore nella zona anale;
- Sanguinamento durante o dopo l’evacuazione;
- Prurito anale persistente;
- Presenza di sangue nelle feci;
- Difficoltà ad evacuare o stitichezza cronica;
- Sensazione di evacuazione incompleta;
- Presenza di noduli o gonfiore nella zona anale;
- Perdite di muco o secrezioni.
Una visita dal proctologo è indicata anche quando questi sintomi si presentano frequentemente o peggiorano nel tempo.
Quali patologie cura il proctologo?
Il proctologo si occupa della diagnosi e del trattamento delle patologie che interessano ano, retto e parte terminale del colon. Molte di queste condizioni sono piuttosto comuni e possono provocare sintomi come dolore, sanguinamento o difficoltà durante l’evacuazione. Tra le principali patologie trattate dal proctologo rientrano:
- Emorroidi, dilatazioni delle vene della zona anale che possono causare dolore, prurito e sanguinamento;
- Ragadi anali, piccole lesioni della mucosa anale che provocano dolore intenso durante l’evacuazione;
- Fistole anali, canali anomali che si formano tra il canale anale e la pelle circostante;
- Ascessi anali, infezioni che determinano raccolte di pus nella regione perianale;
- Condilomi anali, escrescenze causate da infezioni virali;
- Prolasso rettale, condizione in cui una parte del retto fuoriesce dal canale anale;
- Polipi del colon-retto, escrescenze della mucosa intestinale che in alcuni casi possono evolvere nel tempo;
- Diverticolosi e diverticolite;
- Malattie infiammatorie intestinali, come il morbo di Crohn.
Diversi studi scientifici confermano quanto le patologie proctologiche siano diffuse nella popolazione generale. Una recente revisione sistematica, che ha analizzato 150 studi provenienti da 45 Paesi e coinvolto oltre 8,9 milioni di persone, ha stimato una prevalenza globale della malattia emorroidaria pari a circa il 25,9% della popolazione.
Su questi dati convergono anche i proctologi accreditati del network EccellenzaMedica, i quali nella pratica clinica riscontrano una frequenza molto elevata di disturbi proctologici, in particolare emorroidi e ragadi anali.
Come si svolge la visita proctologica?
La visita proctologica è un controllo specialistico che permette al proctologo di valutare eventuali disturbi che interessano ano, retto e parte terminale del colon. Si tratta generalmente di una visita rapida e ben tollerata, che si svolge in diverse fasi.
1. Colloquio iniziale (anamnesi)
La visita comincia con un colloquio tra medico e paziente, durante il quale lo specialista raccoglie informazioni sui sintomi presenti, sulla loro durata e sull’eventuale presenza di patologie pregresse. In questa fase il proctologo può anche chiedere informazioni sulle abitudini intestinali, sull’alimentazione e su eventuali terapie farmacologiche in corso.
2. Ispezione della zona anale
Successivamente il medico procede con una valutazione visiva della zona anale e perianale, utile per individuare eventuali anomalie come emorroidi, infiammazioni, ragadi o lesioni cutanee.
3. Esplorazione rettale digitale
Uno degli esami più comuni durante la visita è l’esplorazione rettale digitale. Il medico introduce delicatamente un dito, protetto da guanto e lubrificato, nel canale anale per valutare la presenza di eventuali anomalie o alterazioni della mucosa.
4. Eventuali esami strumentali
Se necessario, il proctologo può eseguire anche alcuni esami strumentali, come:
- Anoscopia, per osservare il canale anale;
- Rettoscopia, per esaminare la parte finale del retto
Questi esami vengono effettuati con strumenti sottili e lubrificati e generalmente non provocano dolore.
5. Diagnosi e indicazioni terapeutiche
Al termine della visita il medico formula una diagnosi oppure può prescrivere ulteriori accertamenti, come una colonscopia o altri esami diagnostici. In base ai risultati delle procedure, il proctologo indicherà la terapia più adeguata o eventuali trattamenti da seguire.
Box riassuntivo
| Chi è il proctologo? | Il proctologo è il medico specialista che si occupa delle patologie di ano, retto e colon |
| Cosa fa il proctologo? | Diagnostica e tratta disturbi dell'area ano-rettale |
| Quando rivolgersi al proctologo? | In presenza di sintomi come dolore anale, sanguinamento, prurito, difficoltà a evacuare o presenza di noduli nella zona anale |
| Quali sono le patologie trattate? | Emorroidi, ragadi anali, fistole, ascessi, condilomi anali, prolasso rettale, polipi intestinali e altre patologie del colon-retto |
| Come si svolge la visita proctologica? | La visita comprende l'anamnesi, l'ispezione della zona anale, l'esplorazione rettale digitale ed eventuali esami come anoscopia o rettoscopia |
Domande frequenti
Che differenza c’è tra proctologo e gastroenterologo?
Il proctologo è lo specialista che si occupa principalmente delle patologie di ano, retto e colon-retto. Il gastroenterologo, invece, si occupa dell’intero apparato digerente, quindi di esofago, stomaco, intestino, fegato e pancreas.
Che esami portare dal proctologo?
È consigliabile portare alla visita proctologica tutti gli esami già eseguiti relativi all’apparato digerente, come referti di colonscopia, rettoscopia, ecografie addominali o analisi del sangue. Possono essere utili anche eventuali prescrizioni mediche, terapie in corso e referti di visite specialistiche precedenti.
Il proctologo controlla la prostata?
No, il proctologo non si occupa della prostata, che è invece di competenza dell’urologo. Durante l’esplorazione rettale, però, il medico indirettamente potrebbe percepire la prostata attraverso la parete del retto e, se nota anomalie, consigliare al paziente una valutazione specialistica urologica.
Come superare l’imbarazzo della visita dal proctologo?
Provare imbarazzo prima di una visita proctologica è molto comune, ma è importante ricordare che per il medico si tratta di un esame di routine. I proctologi sono abituati a trattare quotidianamente questo tipo di problematiche e svolgono la visita con la massima professionalità e nel rispetto della privacy del paziente. Per superare l’imbarazzo alcuni pazienti potrebbero scegliere di prenotare la visita con un medico del loro stesso sesso.
Dove trovare il miglior proctologo?
Su Proctologo.eu, portale appartenente al network EccellenzaMedica.it, è disponibile un ampio elenco di centri e proctologi accreditati. Gli specialisti presenti sul portale vengono selezionati attraverso un’accurata procedura di valutazione, così da consentire ai pazienti di individuare in tutta Italia professionisti esperti nel campo della proctologia.
Fonti e bibliografia
- Esmaeilnia Shirvani, Amin et al. “Worldwide prevalence of haemorrhoids: a systematic review and meta-analysis.” Annals of medicine vol. 58,1 (2026): 2606433. doi:10.1080/07853890.2025.2606433.

