- Perché compaiono le emorroidi dopo il parto?
- Quali sono i sintomi delle emorroidi dopo il parto?
- Emorroidi interne ed esterne dopo il parto: quali sono le differenze?
- Come curare le emorroidi dopo il parto?
- Quanto durano le emorroidi dopo il parto?
- Emorroidi e allattamento: come comportarsi?
- Quando rivolgersi a un proctologo?
- Domande Frequenti
Perché compaiono le emorroidi dopo il parto?
Le emorroidi dopo il parto sono una condizione molto frequente, che si verifica in conseguenza dei cambiamenti che l'organismo affronta durante la gravidanza e il travaglio. Si stima che emorroidi e ragadi anali interessino circa il 40% delle donne tra la gravidanza e il periodo successivo al parto, con una comparsa più frequente nel terzo trimestre di gestazione e nei primi 1-2 giorni dopo il parto.
In un'intervista pubblicata da UnityPoint Health, uno dei principali sistemi ospedalieri no-profit degli Stati Uniti, la ginecologa Dr. Shelby Green, specialista in Ostetricia e Ginecologia, spiega che: "La stitichezza è particolarmente frequente durante la gravidanza e nel periodo successivo al parto a causa dei cambiamenti ormonali, in particolare dell'aumento del progesterone. Lo sforzo durante l'evacuazione rappresenta uno dei principali fattori che favoriscono la comparsa delle emorroidi nel post-partum".
Tra i principali fattori che aumentano il rischio di sviluppare emorroidi dopo il parto rientrano:
- Stitichezza durante la gravidanza o nel post-partum;
- Travaglio con spinte prolungate;
- Parto vaginale, soprattutto se operativo (ad esempio con ventosa o forcipe);
- Peso elevato del neonato;
- Gravidanze precedenti;
- Sovrappeso o obesità;
- Sedentarietà e scarsa attività fisica.

Quali sono i sintomi delle emorroidi dopo il parto?
Le emorroidi dopo il parto possono manifestarsi con sintomi di intensità variabile, da un semplice fastidio fino a un dolore più marcato durante l'evacuazione. La comparsa dei disturbi è più frequente nei primi giorni dopo la nascita del bambino, ma può verificarsi anche nelle settimane successive, soprattutto in presenza di stitichezza o di un importante sforzo evacuativo.
Tra i sintomi più frequenti rientrano:
- Dolore durante o dopo la defecazione;
- Prurito nella regione anale;
- Bruciore persistente;
- Gonfiore o sensazione di tensione;
- Presenza di un piccolo nodulo o di una tumefazione vicino all'ano;
- Sanguinamento con sangue rosso vivo sulla carta igienica o sulle feci;
- Sensazione di evacuazione incompleta o di corpo estraneo.
Nella maggior parte dei casi il sanguinamento è modesto e intermittente. La presenza di sangue nelle feci, però, non dovrebbe mai essere attribuita automaticamente alle emorroidi, soprattutto se il disturbo compare per la prima volta, è abbondante oppure si associa ad altri sintomi come alterazioni dell'alvo, perdita di peso o anemia. In queste situazioni è sempre consigliabile una valutazione medica per escludere altre patologie del colon-retto.
Emorroidi interne ed esterne dopo il parto: quali sono le differenze?
Dopo il parto possono comparire sia emorroidi interne sia emorroidi esterne. Sebbene abbiano la stessa origine, cioè la dilatazione dei plessi venosi del canale anale, si distinguono per sede, sintomi e modalità di presentazione.
| Emorroidi interne | Emorroidi esterne |
| Si sviluppano all'interno del retto | Si sviluppano intorno all'ano |
| Spesso sono poco dolorose | Possono provocare dolore intenso e gonfiore |
| Il sintomo più frequente è il sanguinamento | È frequente la comparsa di un nodulo palpabile |
| Possono prolassare nei casi più gravi | Possono andare incontro a trombosi con dolore improvviso |
Con il termine prolasso emorroidario si indica la fuoriuscita delle emorroidi interne attraverso l'orifizio anale. Questo fenomeno può comparire durante l'evacuazione o in occasione di sforzi particolarmente intensi e rappresenta uno dei principali segni di progressione della malattia emorroidaria. In base all'entità del prolasso, le emorroidi vengono generalmente classificate in quattro gradi:
- I grado. Le emorroidi non fuoriescono dall'ano e possono manifestarsi soprattutto con sanguinamento;
- II grado. Fuoriescono durante la defecazione ma rientrano spontaneamente;
- III grado. Il prolasso non rientra da solo e richiede una delicata riduzione manuale;
- IV grado. Le emorroidi rimangono costantemente all'esterno e non possono essere riposizionate.
La complicazione più grave associata alle emorroidi esterne è, invece, la trombosi emorroidaria. Tale condizione è caratterizzata dalla formazione di un coagulo all'interno di una vena emorroidaria e dalla comparsa improvvisa di un nodulo molto doloroso, duro al tatto e spesso di colore bluastro o violaceo.
Sebbene il dolore possa essere intenso, nella maggior parte dei casi la trombosi viene trattata inizialmente con terapie conservative e tende a migliorare progressivamente nel giro di alcuni giorni o settimane.
Come curare le emorroidi dopo il parto?
Nella maggior parte dei casi, le emorroidi che compaiono dopo il parto possono essere trattate con un approccio conservativo, senza ricorrere a procedure chirurgiche.
Il primo passo consiste nel prevenire e trattare la stitichezza. Feci morbide riducono infatti lo sforzo durante la defecazione e limitano la pressione sulle vene emorroidarie. Tra le principali misure consigliate troviamo:
- Seguire una dieta ricca di fibre, privilegiando frutta, verdura, legumi e cereali integrali;
- Bere una quantità adeguata di acqua durante la giornata per favorire l'idratazione delle feci;
- Evitare di trattenere lo stimolo evacuativo;
- Limitare il tempo trascorso seduti sul WC, evitando sforzi prolungati.
Anche una regolare attività fisica, compatibilmente con il periodo post-partum e con le indicazioni del ginecologo, può contribuire a migliorare la motilità intestinale e la circolazione venosa del pavimento pelvico.
Per alleviare i sintomi, il medico può inoltre consigliare l'impiego di preparazioni topiche, come creme, pomate o supposte, oppure di altri trattamenti farmacologici. La scelta della terapia dipende dall'intensità dei sintomi, dalle caratteristiche delle emorroidi e dall'eventuale presenza dell'allattamento, motivo per cui è sempre opportuno evitare l'automedicazione.
Nella maggior parte delle donne questi accorgimenti sono sufficienti a ottenere un progressivo miglioramento dei sintomi. Solo quando la terapia conservativa non risulta efficace o la malattia emorroidaria è particolarmente avanzata, lo specialista può valutare procedure ambulatoriali o un trattamento chirurgico, generalmente rimandato al termine della gravidanza e dell'eventuale periodo di allattamento.
Come sgonfiare le emorroidi e alleviare il dolore?
Nei primi giorni dopo il parto è normale che le emorroidi provochino gonfiore, dolore e una sensazione di tensione nella regione anale. Oltre ai trattamenti eventualmente prescritti dal medico, alcuni semplici accorgimenti possono contribuire ad alleviare il fastidio e favorire il recupero.
Tra i rimedi più consigliati rientrano i semicupi con acqua tiepida, da eseguire per circa 10-15 minuti alcune volte al giorno. Il calore favorisce il rilassamento della muscolatura anale e può contribuire a ridurre il dolore e lo spasmo locale.
Anche gli impacchi freddi, applicati per brevi periodi e sempre avvolti in un panno, possono essere utili per limitare il gonfiore e offrire un temporaneo sollievo dalla sensazione di bruciore.
Durante la giornata è inoltre consigliabile:
- Non rimanere sedute per molte ore consecutive;
- Cambiare spesso posizione quando si allatta o ci si riposa;
- Utilizzare, se necessario, un cuscino che riduca la pressione sulla regione perianale;
- Mantenere una corretta igiene intima con acqua tiepida e detergenti delicati, asciugando la zona senza sfregare.
Questi accorgimenti non eliminano la causa delle emorroidi, ma possono contribuire a rendere più sopportabili i sintomi mentre il processo di guarigione segue il suo naturale decorso.
La fisioterapista americana Dr. Amanda Davis, specializzata nella riabilitazione del pavimento pelvico, ha raccontato sul suo blog di aver sviluppato emorroidi persistenti dopo un parto vaginale complicato da una lacerazione perineale di terzo grado.
Dopo aver valutato anche l'ipotesi di un intervento chirurgico, ha deciso di applicare su sé stessa le strategie riabilitative che utilizza abitualmente con le proprie pazienti, osservando un netto miglioramento già dopo una settimana e la completa risoluzione dei sintomi nel giro di un mese.
Secondo la sua esperienza, alcuni accorgimenti si sono rivelati particolarmente utili:
- Stabilire una routine intestinale, cercando di andare in bagno ogni giorno alla stessa ora senza trattenere lo stimolo;
- Favorire feci morbide attraverso una corretta idratazione e una dieta ricca di fibre;
- Utilizzare uno sgabello poggiapiedi durante l'evacuazione per assumere una posizione più fisiologica;
- Rilassare il pavimento pelvico prima di evacuare, evitando di spingere con muscoli già contratti;
- Ridurre temporaneamente gli allenamenti più intensi, privilegiando attività a basso impatto fino alla completa guarigione.
Quella della Dr. Amanda Davis è ovviamente un'esperienza personale che non sostituisce il parere del medico. Alcune delle strategie descritte potrebbero non essere adatte a tutte le donne, soprattutto in presenza di complicanze del parto o di altre condizioni cliniche. In caso di sintomi persistenti o particolarmente intensi è sempre consigliabile rivolgersi al proprio medico o a uno specialista in proctologia.
Quanto durano le emorroidi dopo il parto?
Nella maggior parte dei casi, le emorroidi che compaiono dopo il parto tendono a migliorare progressivamente nel giro di alcune settimane, soprattutto se vengono adottate le corrette misure per ridurre la stitichezza, limitare lo sforzo durante l'evacuazione e controllare l'infiammazione. I tempi di guarigione, però, possono variare da donna a donna e dipendono dalla gravità della malattia emorroidaria e dalla risposta ai trattamenti conservativi.
Le forme più lievi possono risolversi spontaneamente nell'arco di pochi giorni o settimane. Al contrario, emorroidi di grado più avanzato, particolarmente voluminose o complicate da prolasso, possono richiedere tempi più lunghi e, in alcuni casi, una valutazione da parte di un proctologo.
Emorroidi e allattamento: come comportarsi?
La comparsa delle emorroidi durante l'allattamento è piuttosto frequente e, nella maggior parte dei casi, rappresenta la naturale prosecuzione di un disturbo iniziato in gravidanza o comparso subito dopo il parto. Fortunatamente, l'allattamento non ostacola la guarigione delle emorroidi, anche se è necessaria una particolare attenzione nella scelta di eventuali farmaci.
I trattamenti conservativi, come una corretta alimentazione, l'idratazione, l'igiene locale e le misure per prevenire la stitichezza, rappresentano il primo approccio anche durante l'allattamento. Se questi accorgimenti non sono sufficienti ad alleviare i sintomi, il medico può valutare l'utilizzo di creme, pomate o altri trattamenti compatibili con questa fase.
È importante evitare l'automedicazione, soprattutto durante le prime settimane dopo il parto. Anche i prodotti disponibili senza obbligo di prescrizione possono contenere principi attivi che richiedono una valutazione medica, in particolare se i sintomi sono intensi o persistenti.
Nella maggior parte dei casi le emorroidi migliorano progressivamente, senza che sia necessario sospendere l'allattamento o ricorrere a trattamenti invasivi.
Quando rivolgersi a un proctologo?
È consigliabile rivolgersi a un proctologo se:
- Il dolore è molto intenso o compare improvvisamente;
- Il sanguinamento è abbondante, ricorrente o non tende a ridursi;
- È presente un nodulo anale particolarmente duro e dolente;
- I sintomi persistono per diverse settimane nonostante le cure conservative;
- Il prolasso non rientra spontaneamente o manualmente;
- Il sanguinamento si associa ad alterazioni dell'alvo, perdita di peso, anemia o altri sintomi che richiedono ulteriori accertamenti.
Durante la visita, lo specialista raccoglierà la storia clinica della paziente ed eseguirà un esame della regione anale. Se necessario, potrà completare la valutazione con esami proctologici, come l'anoscopia o la proctoscopia, per definire con precisione tipo e grado della malattia emorroidaria.
Domande frequenti
Le emorroidi dopo il parto passano da sole?
Sì, nella maggior parte dei casi tendono a migliorare spontaneamente nel giro di alcune settimane. Se i sintomi persistono o peggiorano, è consigliabile una visita proctologica.
Come far rientrare le emorroidi esterne dopo il parto?
Le emorroidi esterne non possono essere "fatte rientrare" come quelle interne. È possibile però ridurre gonfiore e infiammazione con i trattamenti conservativi consigliati dal medico, favorendone il graduale riassorbimento.
È normale avere emorroidi dopo un parto naturale?
Sì. Le emorroidi sono molto frequenti dopo un parto vaginale a causa della pressione esercitata durante la gravidanza e delle spinte del travaglio.
Il parto cesareo evita le emorroidi?
No. Il parto cesareo può ridurre alcuni fattori di rischio legati al travaglio, ma non elimina la possibilità di sviluppare emorroidi, che possono comparire già durante la gravidanza.
Posso usare creme o pomate durante l'allattamento?
Sì, ma solo su indicazione del medico. Durante l'allattamento è importante utilizzare esclusivamente prodotti compatibili con questa fase.
Le emorroidi possono sanguinare dopo il parto?
Sì. Un lieve sanguinamento con sangue rosso vivo durante l'evacuazione è uno dei sintomi più comuni. Se è abbondante o persistente, è opportuno consultare il medico.
Le emorroidi esterne possono riassorbirsi spontaneamente?
Sì. Nella maggior parte dei casi il gonfiore si riduce progressivamente con il trascorrere delle settimane e con un adeguato trattamento conservativo. Se il nodulo persiste o provoca dolore intenso, è consigliabile una visita specialistica.
Fonti e bibliografia
- Bužinskienė, Diana et al. “Perianal Diseases in Pregnancy and After Childbirth: Frequency, Risk Factors, Impact on Women's Quality of Life and Treatment Methods.” Frontiers in surgery vol. 9 788823. 18 Feb. 2022, doi:10.3389/fsurg.2022.788823;
- Unitypoint.org/news-and-articles/an-obgyn-answers-17-questions-to-help-you-prepare-for-postpartum;
- Dramandadavis.com/blog-hemorrhoids/.

