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Segnalato da: laRepubblica, IlGiornale, Salute33, ForumSalute.it
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Incontinenza fecale: quali sono le cause e i rimedi?


La perdita involontaria di feci può creare imbarazzo e condizionare le attività quotidiane di chi ne è affetto. Comprendere quando avviene e come si presenta è il primo passo per individuare la causa e scegliere il trattamento più adatto.


In breve:


  • L'incontinenza fecale può comparire dopo uno stimolo improvviso oppure senza che la persona se ne accorga;
  • Diarrea, stitichezza e alterazioni dei muscoli o dei nervi possono contribuire alla sua insorgenza;
  • Una visita specialistica aiuta a individuare la causa; gli esami vengono scelti in base ai sintomi;
  • Alimentazione, farmaci e riabilitazione sono spesso i primi trattamenti da considerare;
  • Se questi interventi non bastano, lo specialista può proporre altre soluzioni.


Cos’è l’incontinenza fecale?


L’incontinenza fecale è la fuoriuscita involontaria di feci, liquide o solide, dall’ano. Può trattarsi di una piccola perdita che sporca la biancheria oppure di un’evacuazione che non si riesce a controllare. Non è una malattia con un’unica causa: è un disturbo che richiede una valutazione approfondita per comprendere da che cosa dipende.


Si tratta di una condizione più diffusa di quanto si possa pensare. Il NIDDK, istituto statunitense dei National Institutes of Health che si occupa anche delle malattie digestive, riporta una frequenza stimata tra il 7% e il 15% negli adulti che non vivono in ospedale o in strutture assistenziali.


incontinenza fecale


Come si manifesta l’incontinenza fecale?


Il sintomo principale è la fuoriuscita involontaria di feci, anche quando non si è in bagno. Gli episodi possono essere sporadici o frequenti e riguardare piccole quantità di feci oppure perdite più abbondanti. Per descrivere il disturbo è utile distinguere come avviene la perdita.


ModalitàCosa accade
Con urgenzaLa persona avverte lo stimolo di evacuare ma non riesce a trattenere le feci fino al bagno
Senza preavvisoLe feci fuoriescono senza che la persona se ne accorga nell'immediato


Durante il colloquio con il medico, è importante specificare quante volte accade, se si avverte lo stimolo e se le feci sono liquide o solide. Sono dettagli che aiutano a orientare la ricerca della causa.


Quali sono le cause della perdita involontaria di feci?


L’incontinenza fecale può comparire quando le feci sono difficili da trattenere, quando i muscoli che chiudono l’ano non funzionano bene o quando si altera la sensibilità del retto. Spesso concorrono più fattori, in particolare:


  • Diarrea: le feci liquide sono più difficili da trattenere. Secondo il NIDDK, la diarrea è il principale fattore di rischio tra le persone che vivono fuori da strutture assistenziali;
  • Stitichezza: un accumulo di feci dure nel retto può ostacolare l’evacuazione e lasciare fuoriuscire feci liquide;
  • Problemi muscolari o nervosi: lesioni degli sfinteri, disturbi del pavimento pelvico e alcune malattie neurologiche possono ridurre il controllo o la percezione dello stimolo;
  • Parto, interventi e alterazioni del retto: un trauma da parto, un’operazione nella zona anale o rettale, un’infiammazione o un prolasso possono contribuire alle perdite.


Uno studio dell’Università di Pisa e della Scuola Superiore Sant’Anna, pubblicato nel 2026 e condotto su 10.576 donne seguite in Toscana, ha rilevato perdite fecali nel 5,5% delle partecipanti a tre mesi dal parto e nel 3% a dodici mesi. Lo studio riguarda donne in gravidanza e nel periodo post-partum: di conseguenza, tali percentuali non sono rappresentative della popolazione italiana nel suo complesso.


Quando rivolgersi al medico?


È opportuno parlare con un medico quando si verificano perdite di feci, anche se piccole, specie se gli episodi si ripetono, aumentano o arrivano a condizionare le attività quotidiane del paziente. È importante non sottovalutare eventuali cambiamenti delle abitudini intestinali, come diarrea o stitichezza insolite che non migliorano.


È possibile, in primo luogo, rivolgersi al medico di famiglia, il quale valuterà, in base ai sintomi e alla possibile causa, se indirizzare il paziente a un proctologo o a un gastroenterologo. Alcuni segnali richiedono, invece, maggiore urgenza:


  • Feci nere o rosso scuro, oppure diarrea con sangue;
  • Nuova perdita del controllo delle feci, accompagnata da intorpidimento nella zona genitale o intorno all’ano, oppure da difficoltà a urinare. Tali sintomi potrebbero indicare un possibile problema neurologico, meritevole di una rapida valutazione medica.


Come si diagnostica l’incontinenza fecale?


Dopo il primo colloquio col medico di base, la diagnosi definitiva di incontinenza fecale generalmente avviene nel corso di una visita proctologica. Il medico cercherà di comprendere:


  • Da quanto tempo si verificano le perdite;
  • Con quale frequenza;
  • Se sono precedute dallo stimolo di evacuare;
  • Se riguardano feci liquide o solide;
  • Se sono presenti patologie già note o condizioni come diarrea o stitichezza;
  • Farmaci assunti ed eventuali parti o interventi che hanno coinvolto la zona anale e rettale.


Durante la visita, il medico esamina la zona anale ed esegue un’esplorazione rettale per valutare, tra le altre cose, il funzionamento dei muscoli che aiutano a trattenere le feci. Se necessario, lo specialista potrebbe prescrivere esami di approfondimento come:


  • Manometria anorettale, per valutare la pressione degli sfinteri e la sensibilità del retto;
  • Ecografia anale, per cercare eventuali lesioni degli sfinteri;
  • Esami del sangue o delle feci;
  • Endoscopia, in caso di sospetta malattia intestinale.


Cosa mangiare se non si riescono a trattenere le feci?


Non c'è una dieta uguale per tutti: le scelte alimentari dipendono soprattutto dalla presenza di diarrea o stitichezza. L’obiettivo è favorire evacuazioni più regolari e feci di una consistenza più facile da trattenere.


Se prevale la diarrea, è importante comprendere se e quali cibi o bevande peggiorano le perdite. Sono generalmente sconsigliati:


  • Alcol;
  • Caffeina;
  • Cibi molto grassi;
  • Dolcificanti come il sorbitolo.


In caso di stitichezza, è necessario accertarsi di assumere ogni giorno un apporto adeguato di fibre.


Per comprendere quali modifiche alimentari possano rivelarsi benefiche, può essere utile redigere il cosiddetto diario alimentare, cioè annotare per alcuni giorni:


  • Cibi assunti;
  • Consistenza delle feci;
  • Quando avvengono le perdite.


Prima di escludere intere categorie di alimenti dal proprio regime alimentare, è preferibile parlarne con un dietista o un nutrizionista.


Quali sono i primi trattamenti per l’incontinenza fecale?


Il trattamento iniziale dipende dalla causa delle perdite. Dopo la visita, il medico può proporre una o più misure per regolarizzare le evacuazioni e migliorare il controllo intestinale.


TrattamentoQuando può essere utile
Farmaci o integratori di fibreIn presenza di diarrea o stitichezza, per intervenire sulla consistenza delle feci
Abitudini intestinali regolariPer provare a evacuare in momenti della giornata prevedibili, ad esempio dopo i pasti
Esercizi del pavimento pelvicoPer allenare i muscoli coinvolti nel controllo delle feci
BiofeedbackPer imparare, con l'aiuto di appositi strumenti e di un professionista, a riconoscere lo stimolo e a coordinare meglio i muscoli


Quando si valutano la neuromodulazione o un intervento?


Se i trattamenti iniziali non si rivelano efficaci, lo specialista può valutare la neuromodulazione sacrale. Il Dott. Daniel Dindo, proctologo di fama internazionale, in un'intervista pubblicata sul portale web della Leading Medicine Guide, ha fornito ulteriori dettagli su questo trattamento: «La neuromodulazione sacrale è un trattamento standard in cui un elettrodo e un piccolo dispositivo, simile a un pacemaker, vengono impiantati sotto la pelle. Questo dispositivo invia impulsi elettrici ai nervi sacrali, responsabili del controllo del pavimento pelvico e della funzione vescicale e intestinale».


La storia di Roxann Neumann, raccontata da Mayo Clinic News Network, sottolinea l'importanza di tornare dallo specialista quando le prime cure non bastano. Roxann conviveva da tempo con perdite di feci e di urina; modifiche dello stile di vita, farmaci ed esercizi del pavimento pelvico non avevano risolto i sintomi. Dopo una fase di prova, ha ricevuto un dispositivo di neuromodulazione sacrale e ha riferito un miglioramento di entrambi i problemi: «Speravo che mi aiutasse almeno con una delle due problematiche. Non immaginavo che sarebbe successo con entrambe».


Se la neuromodulazione non garantisce un beneficio sufficiente, è necessario che il medico rivaluti la la causa delle perdite. Quando gli esami mostrano una lesione dello sfintere anale esterno, può prendere in considerazione la sfinteroplastica, un intervento che ripara il muscolo danneggiato.


Nei casi più complessi, quando gli altri trattamenti non sono adatti o non hanno funzionato, è possibile prendere in considerazione una colostomia. L’intervento consiste nella creazione di un’apertura del colon sulla parete dell’addome, chiamata stoma. In seguito a questa procedura, il materiale fecale viene raccolto tramite questa apertura e finisce in una sacca applicata sulla pelle, che il paziente svuota o sostituisce regolarmente.


Domande frequenti


Perdere soltanto gas significa avere incontinenza fecale?


Se si perdono solo gas in modo involontario, si parla più precisamente di incontinenza ai gas o incontinenza anale. Il disturbo può riguardare il controllo dell’ano anche in assenza di perdite di feci.


Che cos’è il soiling?


Il soiling è un lieve imbrattamento della biancheria dovuto alla fuoriuscita non controllata di piccole quantità di feci, muco o altre secrezioni.


Perché la biancheria si sporca dopo essere andati in bagno?


Può succedere se restano piccole quantità di feci nel retto o nel canale anale e successivamente fuoriescono. Il medico può verificare se vi siano difficoltà a svuotare completamente l’intestino o altre cause.


La perdita di muco dall’ano è sempre incontinenza fecale?


No. Il muco può fuoriuscire anche per altre condizioni, tra cui emorroidi o prolasso rettale.


Incontinenza fecale e urinaria possono presentarsi insieme?


Sì. Alcune condizioni, come un problema del pavimento pelvico, possono contribuire sia alle perdite di feci sia a quelle di urina. È utile riferire entrambi i sintomi durante la visita.


Cosa fare se un bambino perde le feci?


È bene parlarne con il pediatra, soprattutto se il bambino ha già imparato a utilizzare il bagno. Una causa frequente è la stitichezza: feci più liquide possono passare intorno a quelle dure accumulate nel retto e sporcare la biancheria.


Fonti e bibliografia


  • Niddk.nih.gov/health-information/digestive-diseases/bowel-control-problems-fecal-incontinence/definition-facts;
  • Ferrari, Amerigo et al. “Fecal incontinence from early pregnancy to 12 months postpartum: A longitudinal cohort study from Tuscany.” Acta obstetricia et gynecologica Scandinavica vol. 105,7 (2026): 1230-1239. doi:10.1111/aogs.70279;
  • Nhs.uk/conditions/bowel-incontinence/;
  • Leading-medicine-guide.com/en/information/expert-interviews/interview-with-dr-daniel-dindo-senior-lecturer;
  • Newsnetwork.mayoclinic.org/discussion/back-in-control-after-successful-incontinence-treatment/.

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