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RAGADI ANALI: ECCO ALCUNI CONSIGLI

Le ragadi anali sono lesioni cutanee elementari del canale anale, spesso sovrapposte a quadri infettivi, infiammatori o assai raramente di psoriasi.

Nell’eziologia delle ragadi anali, oltre allo stress fisico legato al passaggio di feci dure o irritanti, svolge un ruolo da protagonista l’ infiammazione della mucosa anale.
Le ragadi possono mostrarsi di colore rosso brillante e palesarsi fin da subito con tracce di sangue color rosso vivo sulla carta igienica.

In forma acuta provocano un forte dolore all’ano  sia durante che dopo la defecazione, mentre le ragadi croniche arrecano un disagio decisamente inferiore.
Le ragadi anali si evidenziano solitamente in prossimità dell’apertura anale, soprattutto posteriormente alla linea mediana; è probabile che questo sia dovuto alla scarsità di perfusione sanguigna ed alla forma specifica di questa zona.

Ecco qualche consiglio utile per il benessere del canale anale:

  • Dieta idonea
  • Delicatezza nella defecazione
  • Igiene dell’ano

Un accorgimento molto utile è quello di concedere il giusto tempo all’attività defecatoria.
Per quel che concerne la dieta “contro” le ragadi anali, l’obiettivo principale riguarda la riduzione della  consistenza delle feci. Questo risultato è perseguibile mediante:

  • l’aumento della quota di fibre (soprattutto solubili)
  • l’aumento della quota di acqua
  • l’aumento della quota di oli vegetali (se carenti).

 

ragadi

Anche senza nessun altro accorgimento, questi tre interventi nutrizionali di solito sono  in grado di favorire l’evacuazione, riducendo gli sforzi necessari e incrementando la velocità, così come la frequenza delle sedute.
Oltre alla modifica della consistenza fecale, si può ottenere un’ulteriore riduzione della sintomatologia dolorosa eliminando gli agenti irritanti dalla dieta. Tra questi, emergono le molecole responsabili del gusto piccante, in particolare:

  • capsaicina del peperoncino
  • piperina del pepe nero
  • gingerolo dello zenzero

Lo stesso vale per alcuni nervini, quali:

  • alcool etilico di tutte le bevande alcoliche
  • caffeina del caffè
  • teobromina del cacao
  • teina dei tè fermentati

Va inoltre ricordato che l’eccesso nutrizionale di grassi determina una riduzione del pH fecale e che, viceversa, quello di proteine lo aumenta; entrambi contribuiscono a selezionare negativamente la flora batterica intestinale, prediligendo quella putrefattiva e giocando un ruolo sfavorevole per la guarigione delle ragadi.

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